Uno stato di troppo

Il governo di Israele ha deciso di congelare l’ampliamento di nuovi insediamenti in Cisgiordania, una condizione posta a Gerusalemme da Barack Obama e, prima di lui, dagli ultimi presidenti americani. Un tempo il mondo intellettuale e la sinistra occidentale chiedevano insistentemente a Israele di ritirarsi dai “Territori” occupati in seguito agli attacchi subiti dal mondo arabo nel 1967 e, di conseguenza, giudicavano l’occupazione militare sionista come la causa principale del conflitto mediorientale.
17 AGO 20
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Ma ora c’è di più. L’ultima moda della sinistra occidentale è criticare, dalle prestigiose pagine del New York Times, del Guardian e della New York Reviews of Book, la cosiddetta “soluzione due popoli-due stati”, l’antico slogan di chi un tempo accusava Israele di voler impedire la nascita di uno stato arabo accanto a sé. In realtà, Israele è l’unico paese della regione ad aver condiviso fin dall’inizio la risoluzione delle Nazioni Unite del 1947 che divideva l’ex mandato britannico della Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo. I paesi arabi non solo non hanno accettato la nascita di Israele, dichiarandogli guerra il giorno successivo, ma non hanno mai voluto creare uno stato palestinese.
Da quando il presidente americano George W. Bush, subito seguito da Barack Obama, si è impegnato a sostenere direttamente l’idea dei due stati, a sinistra è cominciato un imbarazzante processo di revisione, ben visibile sui giornali internazionali proprio adesso che anche Bibi Netanyahu ha confermato la sua disponibilità a far nascere uno stato palestinese accanto a quello ebraico. Questa intellighenzia liberal, guidata da stimati professori come Tony Judt, non vuole più i due stati. Molto meglio, spiega, puntare a un unico stato. Ovviamente a patto che Israele rinunci al suo carattere di stato ebraico. “Il problema – hanno scritto Hussein Agha e Robert Malley sul Times e sul Guardian – non è mai stato quello di definire lo stato di Palestina. E’, ed è sempre stato, come definire lo stato di Israele”. Cioè, come sbarazzarsene.